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Promozione di sani Stili di Vita: evoluzione dello stato di salute
e modelli multidimensionali

RESOCONTO

“Promozione di sani Stili di Vita: evoluzione dello stato di salute e modelli multidimensionali”. Attorno a questo tema si sono riuniti, venerdì 9 ottobre nelle sale del Palazzo San Giorgio di Trani medici di famiglia, pediatri, medici specialisti, nutrizionisti, psicologi, infermieri, fisioterapisti e laureati in scienze motorie, in occasione della terza edizione del convegno organizzato, nel pieno rispetto delle norme anti Covid,dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di BAT.
 
Quattro sessioni dense di contenuti e di interessantissimi interventi, tutti mirati alla condivisione di saperi nella consapevolezza che la promozione di sani stili di vita nasce dalla realizzazione di un modello cooperativo di intervento sanitario, che prediliga la prevenzione e la collaborazione fra i diversi professionisti della salute. “Un concetto evoluto di salute che va ben al di là dello stato del singolo individuo ma si amplia al raggiungimento del benessere dell’ambiente sociale e fisico in cui l'individuo vive”, ha sottolineato Domenico Meleleo, responsabile scientifico del convegno.
 
La giornata è stata aperta dall’intervento di Alessandro Delle Donne, direttore Generale Asl BAT che ha apprezzato “i tanti suggerimenti emersi durante il convegno ma soprattutto la sensibilizzazione di tutti coloro che hanno il dovere di compartecipare a far sì che la salute sia un obiettivo facilmente raggiungibile. Lo stato di salute dipende da noi, dal contesto in cui viviamo - la famiglia, la scuola e il contesto civile – non è solo la Asl con i propri ospedali e gli ambulatori, che comunque ci sono e devono garantire la presa in carico dei pazienti, ma è soprattutto uno stile di vita che deve essere introitato a livello culturale da parte di ognuno di noi”. Non poteva mancare, poi, da parte del dottor Delle Donne un accenno all’attuale emergenza Covid-19 e all’importanza di attenersi alle norme igienico-sanitarie in atto: “In questo momento, in cui il virus continua ancora a circolare, tra gli stili di vita che dovremmo adottare è divenuto sempre più pressante quello della prevenzione e dell’autotutela. Se noi siamo noi stessi promotori di uno stile di vita di cui essere titolari, probabilmente mettiamo in crisi l’intero sistema. Tornano, in questo terzo appuntamento del convegno, i temi della promozione e della divulgazione di uno stile di vita improntato allo sport, ad un corretto rapporto con il cibo, con il fumo o con l’alcol, ma spesso ci rendiamo conto che il paziente può trovarsi da solo a combattere determinate situazioni che necessiterebbero l’aiuto della famiglia. In questi casi un intervento di counseling non è solo auspicabile, ma diventa un atto dovuto”.
 
“È lo stile di vita che fa la salute del cittadino”, ha dichiarato Benedetto Delvecchio, presidente dell'OMCeO Bat. E riferendosi al Convegno, ha aggiunto: “Perché l’Ordine dei Medici si fa promotore da anni di questo appuntamento? Perché noi tuteliamo la salute dei pazienti e tutelare la salute significa soprattutto fare prevenzione primaria. Con questo appuntamento lo facciamo coinvolgendo tutte le figure che collaborano con noi nella tutela della salute del cittadino. Tutti con un unico scopo: salvaguardare il diritto alla salute delle persone”.
 
I SESSIONE - Attività fisica
Praticare regolare attività fisica aiuta a mantenere il corpo in salute e a prevenire patologie come l’obesità o il diabete. Ma l’attività fisica assume anche “una dimensione di socialità, quando si parla del gioco”, ha affermato il professor Dario Colella, docente di “Didattica delle attività motorie per l’età evolutiva” all’Università degli Studi di Foggia, “il gioco rappresenta un’esperienza umana che caratterizza ogni fascia di età, ogni cultura, e che in particolar modo richiama molto le opportunità che la scuola, la famiglia, il territorio possono offrire ai bambini di tutte le classi sociali e in tutte condizioni: normodotati o diversamente abili. Il gioco promuove apprendimenti, promuove corrette interazioni sociali e, soprattutto, per promuovere una corretta percezione del sé. L’appuntamento di oggi è anche una sollecitazione, un richiamo per le agenzie formative, per gli enti locali per individuare le azioni più efficaci. I bambini, oggi, si muovono poco, è aumentata la sedentarietà e sono aumentate le patologie ad essa connesse. È opportuno recuperare il gioco per promuovere la persona fisicamente educata”.
 
I dati emersi dalle relazioni degli esperti sono preoccupanti e quelli relativi al periodo di lockdown sono davvero allarmanti. L’attività fisica ha subito un drastico stop, con conseguenze non trascurabili sugli individui adulti e sui bambini. E non sono trascurabili neanche gli effetti negativi prodotti dall’uso più intenso delle nuove tecnologie, sottolineati dalla professoressa Daniela Lucangeli, ordinaria in Psicologia dell'Educazione e dello Sviluppo presso l'Università di Padova, che ha citato il progressivo aumento delle IAD (Internet Addition Disorder), disordini connessi alla dipendenza da Internet, specchio di un vuoto di relazioni creatosi nell’era del Digitale.
 
II SESSIONE - Stili di vita per la sostenibilità
“L’obiettivo sostenibilità”, ha detto Elvira Tarsitano, Presidente del Centro per la Sostenibilità dell'Università degli Studi di Bari, ente patrocinante l'evento, “coinvolge tutti gli aspetti umani, dalla sana alimentazione, intesa come equilibrio di quantità e qualità dei cibi, ma anche come sostenibilità della produzione degli alimenti per il Pianeta. È sotto gli occhi di tutti che l’inquinamento ambientale ha raggiunto livelli non più sostenibili”.
 
Quali stili di vita adottare, allora, per proteggere noi stessi e il Pianeta?
 
È necessario abbandonare abitudini nocive per l’ambiente, come l’uso indiscriminato della plastica che inquina i mari e minaccia la nostra salute. “Microplastiche e nanoplastiche sono sempre più presenti in molluschi, pesci e crostacei”, hanno spiegato Elisabetta Bonerba e Giuseppina Tantillo del Dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università di Bari, sottolineando il grande fermento esistente in ambito scientifico e medico nella definizione degli effetti tossici di questi contaminanti per la salute umana.
 
Dal modello del progetto "EcoFoodFertility", illustrato dal suo ideatore, Luigi Montano, uro-andrologo, responsabile dell'Ambulatorio Pubblico di Andrologia della ASL di Salerno, emerge “il calo drammatico della fertilità, in particolare maschile, nei paesi occidentali, che rappresenta lo specchio più fedele e meglio misurabile dell'impatto che le attività umane stanno da tempo avendo sul pianeta nell'era, definita, appunto delll'Antropocene”.
 
Gabriella Calvano, ricercatrice dell’Università degli Studi di Bari, individua nella “Mediterranean Way”: un modello per il raggiungimento degli obiettivi disviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. Recuperare il modello di alimentazione e di vita della Dieta Mediterranea, divenuta patrimonio dell’umanità Unesco, è la strada da imboccare per riappropriarsi di abitudini sane per l’organismo, utili alla socializzazione e più sostenibili anche per l’ambiente.
 
Ugualmente importante è la promozione di una mobilità sostenibile, rilanciata dal Piano Regionale della Mobilità Ciclistica in Puglia, illustrato da Elio Sannicandro, direttore generale di ASSET - Agenzia Sviluppo Ecosostenibile Territorio della Regione Puglia.
 
“Parlare di ambiente e salute significa cercare di comprendere quali potrebbero essere gli effetti bio-molecolari di questa trasformazione drammatica e complessa, che da alcuni decenni mette sotto pressione l’intera biosfera e in particolare l’assetto genetico ed epigenetico degli organismi superiori”, ha spiegato in videoconferenza Ernesto Burgio dell’ECERI European Cancer and Environment Research Institute di Bruxelles (Istituto di Ricerca Europeo su Tumori e Ambiente), commentando l’incremento delle malattie cronico-degenerative e neoplastiche alla luce dei nuovi modelli patogenetici.
 
III SESSIONE - Alimentazione e Psicologia
Cosa è la felicità? Come scegliere uno stile di vita in linea con il nostro modo di essere? La terza sessione è stata aperta dalle domande di Nicola Cifarelli, psicologo, psicoterapeuta e Teatroterapeuta che ha sollecitato una riflessione sulle evidenze sociali e personali circa i concetti di felicità, tristezza, depressione, provando a fornire indicazioni utili a promuovere uno stile di vita che veda al centro la persona, il suo modo di stare al mondo e di emozionarsi.
 
Nella sfera delle emozioni rientra a pieno titolo il rapporto di amore-odio che può instaurarsi fra cibo e mente. Ne hanno parlato la biologa nutrizionista Valentina Andrulli Buccheri e la psicologo psicoterapeuta esperta in disturbi psicosomatici e del comportamento alimentare Giovanna Susca. La prima ha sottolineato che, fra gli stili di vita, “L’alimentazione è uno dei fattori modificabili, attraverso i quali è possibile prevenire l’insorgenza di malattie croniche ed anche potenziare l’attività del nostro sistema immunitario. “Convivere” con queste restrizioni può trasformarsi in ‘vivere’ meglio con una diversa qualità di vita, attraverso un approccio che permetta al paziente di non sentirsi escluso ma semplicemente consapevole”. La seconda ha posto l’accento sull’attenzione sempre crescente per gli aspetti nutrizionali del cibo che in “alcuni casi di può sfociare in una vera e propria ossessione o mascherarle, quando l’attenzione per il cibo arrivi fino al punto di trascurare e inficiare importanti ambiti di vita, dal lavoro alle relazioni sociali”.
 
Un importante excursus storico-filosofico sulla pratica del digiuno è stato fatto da Antonio Paoli del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di Padova, il quale ha evidenziato “uno dei problemi delle società industrializzate è sicuramente l'abbondanza di cibo, abbondanza ed accesso spesso illimitato al cibo che contrasta con la carenza che ha caratterizzato l'evoluzione dell'essere umano. Questo accesso illimitato al cibo, unito alla crescente sedentarietà, ha condotto ad un aumento importante delle patologie metaboliche”.
 
IV SESSIONE - Prevenzione e comunicazione
“La salute della popolazione è un fattore ormai riconosciuto della crescita economica. Salute, benessere e stili di vita sani sono temi ormai universali e trasversali, su cui possono e devono convergere non solo il sistema sanitario ma anche altri stakeholder”, ha esordito Maria Teresa Menzano, dirigente medico della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, aprendo la quarta sessione di lavori del convegno, “Un approccio strategico di questo tipo prevede, tra l’altro, l’integrazione delle strategie di prevenzione nelle politiche di tutti i Ministeri e lo sviluppo di interventi per ridurre i principali fattori di rischio modificabili al fine di favorire cambiamenti dello stile di vita, facilitare l’accesso a scelte salutari, informare ed educare i cittadini per rendere più attraenti le opzioni salutari”.
 
“Il tema di un intervento integrato di vari professionisti della per la prevenzione e la cura di molte patologie è presente in vari documenti ufficiali a livello internazionale ed internazionale”, ha sottolineato in conclusione Domenico Meleleo, “e da alcuni anni vengono pubblicati degli studi che riferiscono riguardo l'efficacia di esperienze di percorsi sperimentali di comunicazione e collaborazione tra professionisti in vari contesti di tipo sanitario e assistenziale. Al contempo molti documenti sottolineano l'importanza delle capacità di counseling dei professionisti della salute, che devono saper comunicare sia con il paziente sia tra di loro, nel contesto di un reciproco rispetto delle specifiche competenze di ciascuno”.
 
Collaborare con il paziente e tra professionisti per Informare, motivare, istruire e, soprattutto, prevenire. Sono queste le chiavi per accedere alla nuova dimensione di salute, come definita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità: uno stato dinamico di completo benessere fisico, mentale, sociale e spirituale dell'individuo.
 
“Tutti i protagonisti della salute con cui ci siamo confrontati oggi devono sapere e potere comunicare tra loro in maniera efficace”, ha spiega Domenico Meleleo, “e tale collaborazione può e deve cominciare tramite momenti di incontro e di formazione comune, fino ad un auspicabile sviluppo di protocolli condivisi di intervento. Il Convegno ‘Promozione di sani stili di vita: evoluzione dello stato di Salute e modelli multidimensionali’ si presenta proprio come uno di tali momenti. La promozione di sani stili di vita, nel contesto della costruzione di modelli di sviluppo sostenibile per il Pianeta, è un cardine fondamentale per il raggiungimento di tale benessere, ma è ormai evidente che tale promozione può essere veramente efficace soltanto se realizzata da un intervento multisettoriale che preveda un lavoro di squadra tra i vari professionisti della salute e gli esperti di sviluppo sostenibile. Il nostro ruolo, come medici, è sostenere scelte di vita in direzione di una Sana alimentazione, un'attività fisica regolare, un’attenzione a norme igieniche adeguate e di cura dell’equilibrio psico-emotivo. Il benessere di ciascun individuo è raggiungibile solo se ci si occupa dei diversi aspetti dell’esistenza e non solo della cura del corpo”.

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